La bilocazione di Padre Pio da Pietrelcina

Padre Pio

La bilocazione di Padre Pio da Pietrelcina

Durante gli anni di noviziato la vita interiore di preghiera del frate fu particolarmente intensa, e all’inizio del 1905 Padre Pio ebbe la prima esperienza di quella che doveva essere una delle manifestazioni più singolari della sua vita terrena: la bilocazione.

Quando era interessato a questo fenomeno Padre Pio si trovava in luoghi diversi nel medesimo istante, parlava, sentiva e viveva contemporaneamente due esperienze. In un luogo era presente con il corpo; in un altro era operante, assumendo una figura aerea del tutto simile al proprio corpo.

In una sua lettera il frate racconta un episodio: “Giorni fa mi è accaduto un fatto insolito: mentre mi trovavo in coro con fra Anastasio, erano circa le ore 23 del giorno 18 mese scorso, quando mi trovai lontano in una casa signorile, dove il padre moriva, mentre una bimba nasceva. Mi apparve allora Maria santissima che mi disse: ”Affido a te questa creatura; è una pietra preziosa allo stato grezzo, lavorala, levigala, rendila il più lucente possibile, perché un giorno voglio adornarmene”. “Come sarà possibile se io sono ancora un povero chierico e non so se un giorno avrò la fortuna e la gioia di essere sacerdote? Ed anche se sarò sacerdote, come potrò pensare a questa bimba, essendo io molto lontano da qui?” la Madonna soggiunse: “Non dubitare sarà lei che verrà da te, ma prima la incontrerai in San Pietro”. Dopo di ciò mi sono ritrovato nuovamente in coro”.

Parecchi anni dopo, nel 1923, una ragazza si recò a San Giovanni Rotondo e Padre Pio, vedendola, riconobbe che era la bambina nata 18 anni prima e le disse”Io so chi sei. Tu sei nata la notte in cui morì tuo padre”. Il giorno dopo nel confessionale, Padre Pio gli raccontò anche del giorno in cui, l’anno prima, lei si era recata a San Pietro e aveva ricevuto la confessione da un frate cappuccino; quel frate era lui che miracolosamente si era trovato nel confessionale. Fra Agostino, a quell’epoca guardiano del convento, mostrò alla ragazza il manoscritto in cui Padre Pio descriveva perfettamente la notte della sua nascita.

La ragazza, ammirata e convinta della santità di Padre Pio divenne sua figlia spirituale e gli rimase affezionata e devota per tutta la vita. In seguito i resoconti giurati e il manoscritto furono inclusi nella documentazione per la causa di beatificazione del frate.

Monsignor Damiani, vescovo uruguaiano, si recò a San Giovanni Rotondo per confessarsi con Padre Pio. Dopo aver confessato, rimase alcuni giorni in convento. Una notte si sentì male e chiamarono Padre Pio per dargli gli ultimi sacramenti. Padre Pio impiegò molto tempo ad arrivare e quando lo fece disse: “Sapevo già che non saresti morto. Ritornerai nella tua diocesi e lavorerai ancora per la gloria di Dio e il bene delle anime “. “Bene,” rispose monsignor Damiani, “me ne andrò ma se prometti che mi assisterai al momento della mia morte”. Padre Pio esitò un momento e poi disse “lo prometto”. Monsignor Damiani è tornato in Uruguay e ha lavorato per quattro anni nella sua diocesi. Nel 1941 monsignore Alfredo Viola celebrò il suo matrimonio sacerdotale d’argento. Per questo evento, tutti i vescovi uruguaiani e alcuni argentini si sono incontrati nella città di Salto, in Uruguay. Tra questi c’era monsignor Damiani, che soffriva di angina pectoris. Verso mezzanotte l’arcivescovo di Montevideo, in seguito cardinale Antonio María Barbieri, si svegliò sentendo bussare alla sua porta. Un frate cappuccino apparve nella sua stanza e disse: “Vai subito a vedere monsignor Damiani. Sta morendo. ” Monsignor Barbieri corse verso la camera da letto di monsignor Damiani, giusto in tempo per poter ricevere l’estrema unzione e scrivere su carta: “Padre Pio ..” e non ha potuto finire la frase. C’erano molti testimoni che hanno visto un cappuccino nei corridoi. Un mezzo guanto di Padre Pio fu lasciato nel palazzo Espiscopale di Salto, che guarì diverse persone. Nel 1949 Monsignor Barbieri andò a San Giovanni Rotondo e riconobbe nel padre il cappuccino che aveva visto quella notte, a più di diecimila chilometri di distanza. Il Padre non aveva lasciato il suo convento in nessun momento. Oggi c’è una grotta a Salto che ricorda questa bilocazione e da lì il padre ha fatto diversi miracoli.

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