Figli spirituali di Padre Pio

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I figli Spirituali di Padre Pio da Pietrelcina.
Padre Pio è stato particolarmente attento per il benessere, spirituale e materiale, di coloro che aveva accettato come suo figlio o figlia spirituale.

Nelle lettere è testimoniato il profondo legame di amicizia che Padre Pio assicurava a chiunque lo avvicinava. Il suo maggior desiderio era vivere il rapporto di amicizia all’insegna della fiducia e delle libertà, per poter raccontare la propria vita e poter ascoltare il racconto delle esperienze della vita dei suoi figli spirituali.

Padre Pio proveniente da una cultura contadina, cresciuto all’ombra di una famiglia dove aveva imparato a vivere nel sacrificio, nella serietà, nell’umiltà e nell’onestà, si trovava, nel suo ruolo di confessore, a contatto con ogni sorta di categorie umane: ricche e povere, nobili e aristocratiche, umili e incolte. Non vi era categoria sociale che lui preferisse a danno di altre, rivolgendo a quanti si trovavano in difficoltà e alzavano fiduciosi la loro invocazione di aiuto.
La grande disponibilità che riservava a ciascuno in breve tempo accrebbe la stima e la fiducia in un padre così caritatevole. A tutti egli mostrava la gioia di ricevere lettere, quali segno di affetto e di stima verso al sua persona e così rispondeva: “ puoi immaginare quanta gioia abbia arrecato al mio cuore la tua lettera(…). Oh quanto ringrazio Gesù per le belle notizie che mi dai, specialmente per quel che riguarda la condotta che tiene la divina grazia verso la tua anima”.
In Padre Pio vi è una comprensione e un coinvolgimento per i sentimenti dei suoi figli, tale da considerare la loro anima al pari della sua. Non un lettore distaccato ma un padre pronto a sovvenire ai bisogni dei suoi fedeli, con parole piene di delicatezza e di amore.
Padre Pio viveva con i suoi figli spirituali un rapporto di amicizia disteso e sereno, profondo ed efficace. Un’amicizia considerata “santa” nel Signore, pregna di tutto il suo significato spirituale, perché come ogni conveniva da Dio e a Dio doveva tornare.
Il suo ruolo di direttore spirituale era vissuto attraverso le lettere, come mezzo per aiutare i suoi figli a creare un rapporto di libertà e verità in Dio, rapporto che prevedeva confidenza e trasparenza, apertura e coraggio, capacità di confronto e rispetto del prossimo.

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